Oltre il Bit della digitalizzazione

Virtual Reality, Big Data, Cyber Security, Cloud, Internet of Things, Industrial Daisy Chain… I termini della digitalizzazione sono ormai entrati nel linguaggio corrente, sono di moda e vengono ripetuti come un mantra. Se proviamo ad andare oltre il significato accademico e letterale di queste parole e riflettiamo su ciò che le accomuna, forse è possibile cogliere il significato più profondo di trasformazione digitale.

Quando parliamo di digitalizzazione non possiamo limitarci a pensare all’introduzione e all’apprendimento di nuove tecnologie, ma dobbiamo guardare al cambiamento culturale che questa deve necessariamente innescare. Solo in questo caso si potrà parlare di rivoluzione. E allora ogni organizzazione dovrà diffondere al proprio interno una cultura orientata al rinnovamento. I singoli individui dovranno percepire l’innovazione non come imposizione alla quale ci si deve adeguare per stare al passo, bensì come un’opportunità di miglioramento continuo.

Pensiamo agli effetti del digitale nel mondo della meccatronica e dell’automazione, per esempio pensiamo ai concetti di Digital Twin, il gemello digitale che permette alla macchina di simulare non solo il prodotto ma l’intero processo produttivo, o alla connessione verticale delle macchine che assicura una analisi delle performance di macchina in termini di consumi energetici e di “predittività”.

Queste soluzioni di Digital Engineering permetteranno alle persone di ridurre i loro impegni ripetitivi, noiosi e frustranti, lasciando spazio alla loro creatività e generando così, interazione tra innovazione e continuo sviluppo professionale. Ed ecco che, come ogni rivoluzione, anche la trasformazione digitale vede l’uomo come miccia dell’innovazione. Nell’era dell’interconnettività, l’accento viene posto non sull’individuo come singolo bensì sull’individuo come centro di relazioni.

Il tema formazione delle risorse torna quindi a essere un punto cardine. Sono sì necessari training per rafforzare e incrementare le competenze digitali, e sono altresì necessari investimenti formativi che assicurino una maggiore professionalità degli operatori per aumentare il loro coinvolgimento e la loro responsabilizzazione verso gli obiettivi strategici di lungo periodo.
ANIE da anni lavora su nuovi concetti formativi e sulla standardizzazione delle nuove tecnologie per far sì che l’innovazione porti benefici tangibili in termini di “safety & security”, qualità dei prodotti finiti. Tutte le aziende associate hanno ben interiorizzato il concetto: “c’è innovazione solo se siamo anche in grado di ridurre l’impatto ambientale”.

La congiuntura economica al momento non è del tutto favorevole, gli incentivi degli ultimi due anni pian piano andranno a scemare, questo però non significa si debbano diminuire entusiasmo e creatività, latori di nuove energie effervescenti e positive manifestate negli ultimi periodi da tutte le aziende italiane.