La Business Intelligence nel contesto 4.0

A cura di Maurizio Macca
Consiglio Direttivo Assiot

Colgo con piacere l’invito di Francesco Romei della OTI per fare qualche riflessione sul ruolo strategico della Business Intelligence in un contesto aziendale che, soprattutto con l’avvento della 4.0, ha avuto una netta accelerazione in termini di disponibilità di dati.
Credo sia importante porre risalto, non solo agli ormai consueti e sdoganati strumenti di produttività, spesso collegati a tutti gli ERP di cui tutti o quasi tutti siamo dotati, ma agli strumenti in grado di analizzare i processi aziendali interni e trasformarli in veri e propri insight pertinenti per prendere decisioni mirate per ottimizzare la redditività dell’impresa.

Il mercato delle Analytics è in netta crescita e testimonia la sempre più insistente necessità di sfruttare al meglio le migliaia di informazioni che siamo ormai abituati a raccogliere. La verità è che la terza rivoluzione industriale rimarrà al palo, e sarà un esercizio di stimolo all’economia fine a se stesso, se le nostre aziende non sapranno stimolare una cultura data-driven, sviluppando un pensiero strategico in grado di relazionarsi in maniera produttiva con i dati. La 4.0 ha fornito e fornirà strumenti utili e tecnologicamente avanzati, ma il rischio è vedere aumentare in modo drammatico la distanza tra PMI e grandi imprese. L’azienda Ingranaggi Moreali Mario ha intrapreso questo percorso dandosi obiettivi smart (specifici, misurabili, raggiungibili, realistici e tempificabili), consapevoli della complessità da gestire.
Troppe le domande senza risposte affidabili e in tempi rapidi, troppe le possibili interpretazioni e sproporzionato il dispendio di risorse per in relazione alla qualità del dato. Non solo software e hardware quindi, ma competenza di persone in grado di interrogarli e correlarli correttamente. Il grande rischio per le PMI, spina dorsale del nostro settore, non è quindi tecnologico, ma culturale; la vera sfida è cercare nei dati la conferma allo straordinario “intuito” della nostra classe imprenditoriale.
Ho il piacere di passare la parola al prof. Marco Bocciolone, Presidente pro-tempore di Federtec.

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