Il software fa da ponte tra la macchina e l’IT

Il protocollo IO-Link da solo non basta: è necessario un software dedicato per accedere ai dati trasmessi. Per fare questo, SICK propone FieldEcho, un software tool in grado di monitorare e parametrizzare i sensori IO-Link di impianti, di qualsiasi tipologia essi siano. I dati raccolti hanno una funzione importante, poiché aprono le porte a operazioni di manutenzione predittiva.

di Maria Giulia Leone

Uno dei grandi vantaggi derivanti da IO-Link è una maggiore disponibilità dei dati relativi ai sensori e ai dispositivi che lo implementano. Per quanto utile, IO-Link è “solo” un protocollo di comunicazione punto-punto che permette lo scambio bidirezionale di queste informazioni. Occorre, quindi, uno strumento che renda possibile accedere a questi importantissimi dati o con cui parametrizzare i sensori, indipendentemente dal loro tipo o dalla loro marca, come il nuovo software FieldEcho di SICK.
Si tratta di un tool per sistemi operativi Windows che migliora l’accessibilità e la trasparenza dei dati (siano essi di processo o di servizio) che arrivano da qualsiasi dispositivo IO-Link installato.

Un unico dispositivo
per il controllo di tutta la linea
FieldEcho offre la possibilità di parametrizzare e monitorare tutti i sensori IO-Link collegati nell’impianto, qualunque sia la loro tipologia e marca. Riuscirci è semplice: una volta installato, il software si collega via rete Ethernet ai PLC tramite protocollo OPC UA o TCP/IP e mappa automaticamente i dispositivi IO-Link installati sulla macchina, scaricando i rispettivi file IODD (IO-Link Device Description) dal database ufficiale del consorzio. La mappatura permette una facile impostazione dei parametri dei dispositivi, mettendo a disposizione la descrizione di ogni singolo parametro. Un grande vantaggio per i costruttori di macchine che fino a ora hanno dovuto provvedere a questo passaggio in modo manuale.
Oltre al risparmio di tempo in fase di commissioning, FieldEcho ottimizza anche l’accesso ai dati durante il funzionamento della macchina, dal momento che le informazioni di interesse possono essere visualizzate in un’unica dashboard. A questo punto, i dati raccolti dai sensori, siano essi di processo (le informazioni lette e trasmesse dal sensore al master come, ad esempio, la distanza rilevata da sensori laser di misura), servizio (informazioni sul sensore stesso quali il modello, il numero di serie, la descrizione del dispositivo) o diagnostica (messaggi di errore o avvisi di manutenzione come quello di ottica sporca), possono essere resi disponibili a un software di livello superiore.
In poche parole, FieldEcho funziona come un ponte tra la macchina e l’IT.

Porte aperte alla manutenzione
predittiva
I dati aggregati da FieldEcho servono, in primis, a impostare delle regole sui parametri di interesse. Ad esempio, ogni utilizzatore può impostare delle soglie e degli allarmi, di modo da sbloccare delle azioni nel caso in cui vegano superati i parametri di warning.
In secondo luogo, lo studio dei dati di funzionamento apre le porte alla manutenzione predittiva: conoscendo lo stato attuale dei componenti è possibile intervenire per pulire o sostituire delle parti solo in caso di reale bisogno, con un conseguente risparmio economico rispetto alla manutenzione preventiva. Infine, grazie al protocollo REST API i dati raccolti sono a disposizione anche a livello superiore come software ERP (Enterprise Resource Planning), MES (Manufacturing Execution System) o applicazioni di analisi dei dati su cloud, e non solamente per scopi di automazione pura.

Un protocollo in costante crescita
nell’industria
FieldEcho può essere utilizzato in qualsiasi applicazione e in qualsiasi settore, dal packaging all’automotive, dal chimico ai consumer goods, dal farmaceutico al food&beverage, senza alcuna limitazione.
Membro promotore del consorzio IO-Link fin dalla sua istituzione, SICK è sempre più impegnata ad integrare questo protocollo in tutte le soluzioni offerte, in modo che i propri clienti abbiano sempre tutto sotto controllo. Un trend in continua crescita, così come dimostrato dal fatto che i nodi IO-Link portati sul mercato dal consorzio nel 2018 sono cresciuti del 30% rispetto all’anno precedente; una crescita inarrestabile che comporterà la necessità di accedere automaticamente ai dati disponibili grazie ad IO-Link e che, di conseguenza, richiederà un software per la loro gestione come, appunto, FieldEcho di SICK.