Dalla Fabbrica alla Fabbrica Intelligente

di Maurizio Crespi, Comitato Direttivo ANIE Automazione

Già nella metà degli anni Ottanta, quando iniziai a occuparmi di Automazione Industriale, era in voga il concetto di “Lean Manufacturing” e i primi sistemi esperti iniziavano ad applicare i concetti di intelligenza artificiale. Allora perché solo oggi si auspica che la fabbrica diventi intelligente e che ci si focalizzi sull’intelligenza artificiale?

Il termine di produzione “snella” era stato coniato dagli studiosi che analizzarono in dettaglio le prestazioni dei sistemi di produzione delle principali aziende mondiali di automobili e li compararono con la Giapponese Toyota, la quale superò i limiti della produzione di massa applicata allora (e ancor oggi) dalla quasi totalità delle aziende occidentali. Si cercò così di eliminare l’eccesso di attività, movimentazione, difettosità, trasporto e di ridurre le soste, ottimizzando le tempistiche dei processi.

I principi guida si basavano su: 1. Definizione del valore dal punto di vista del cliente; 2. Identificazione delle azioni che portano alla realizzazione del prodotto o servizio; 3. Gestione del flusso delle attività per Processi e non per Funzioni; 4. Impostazione delle attività basato sulla richiesta del processo a valle; 4.Continuo miglioramento Kaizen (KAI Cambiamento, ZEN Migliore).

Sono gli stessi concetti che ci guidano oggi. Perchè, quindi, ne stiamo ancora parlando?
Perché allora queste idee “vincenti” cercavano di trainare la tecnologia, ma questa non esisteva ancora. Oggi avviene il processo inverso: la tecnologia è viva e addirittura trainante. Faccio un esempio: oggi un atleta quando corre può usare un “orologio Intelligente” che controlla il battito cardiaco, le traiettorie, le accelerazioni, e che dà informazioni sulla presenza di traffico stradale o di pioggia imminente ideando nuovi percorsi. A fine corsa scarica tutti i dati statistici, li analizza e pianifica le azioni per il giorno seguente. Nel giro di pochi mesi da “atleta” si è trasformato in “atleta intelligente”. Lo stesso processo sta avvenendo nella produzione di fabbrica. Le idee erano già in essere negli anni ‘80, ma solo ora le possiamo realmente applicare con l’aiuto di una tecnologia che corre più veloce delle idee. Ora, infatti, con i “sensori intelligenti” possiamo raccogliere informazioni, analizzarle e cambiare dinamicamente le azioni legate ai processi produttivi.

In particolare, possiamo applicare alla fabbrica i concetti di:
3 “Leggerezza”, con la riduzione di dimensioni, scarti e magazzini;
3 “Rapidità”, con l’incremento delle prestazioni di calcolo e trasmissione dati;
3 “Esattezza”, con le maggiori precisioni che gli strumenti ci forniscono a basso costo;
3 “Visibilità”, con lo scambio dati istantaneo tra produzione e controllo;
3 “Molteplicità”, con i cambi formato dinamici e il parallelismo dei processi.
Casualmente, questi 5 punti sono anche i 5 capitoli delle “Lezioni Americane” tenute da Italo Calvino nel 1985.