Barra dritta anche in acque agitate: gli ultimi dati di settore

Quello appena concluso è stato un anno molto positivo per l’industria italiana delle macchine utensili, robot e automazione: risultati molto soddisfacenti hanno caratterizzato il 2018. Le previsioni per il 2019 – anche alla luce di una contrazione del mercato interno – indicano piuttosto una situazione di stabilità, dovuta anche all’incertezza che caratterizza il contesto economico e normativo. Nell’articolo riportiamo il dettaglio dei dati forniti da UCIMU-Sistemi per produrre e le principali novità, in tema di incentivi, introdotte dalla Legge di Bilancio 2019.

di Fabrizio Dalle Nogare

Come sta il comparto italiano della macchina utensile? Molto bene, a giudicare da risultati e preconsuntivi riguardanti il 2018; bene, ma con qualche segnale di apprensione, se guardiamo alle performance del mercato interno o alle prospettive per l’anno che è da poco iniziato. Se non altro perché l’incertezza che caratterizza economia e produzione industriale, unita all’incertezza che fino all’ultimo ha accompagnato il varo della Legge di Bilancio 2019 (vedi box all’interno dell’articolo) non può che ripercuotersi su un comparto cruciale come, appunto, quello delle macchine utensili.
Come di consueto, i dati forniti dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-Sistemi per produrre ci vengono in aiuto, permettendoci un’analisi ben più approfondita.
Nel 2018, la produzione è cresciuta a 6.900 milioni di euro, segnando un incremento del 13,4% rispetto all’anno precedente. Si tratta del quinto anno consecutivo di crescita e, in valori assoluti, del nuovo record per l’industria italiana di settore. Un risultato determinato sia dall’ottima performance delle consegne dei costruttori italiani sul mercato interno, salite a 3.270 milioni di euro, sia dal positivo andamento delle esportazioni (+7,2%), che hanno raggiunto i 3.630 milioni di euro.

Un anno di sostanziale stabilità?
Nell’anno che si è da poco concluso, il consumo di macchine utensili, robot e automazione in Italia è salito, del 25,9%, a 5.620 milioni di euro. La disponibilità a investire in nuova tecnologia, anche digitale, da parte degli utilizzatori italiani ha spinto i costruttori a orientare le proprie attenzioni al mercato domestico, come dimostra la riduzione del rapporto export su produzione, passato da 55,6% del 2017 a 52,6% del 2018.
Le previsioni per il 2019 indicano una sostanziale stabilità per il settore, con il positivo andamento delle consegne sui mercati esteri, attese in aumento, bilanciato da un atteso rallentamento per quanto riguarda il mercato interno, il cui trend di crescita sembra aver perso slancio. A fronte di una produzione in ascesa (+2%) a 7.040 milioni, trainata dalle esportazioni (+5%), la domanda da parte degli utilizzatori italiani dovrebbe fermarsi a 5.630 milioni di euro (+0,2%). La stazionarietà del mercato interno avrà ripercussioni sia sulle consegne dei costruttori italiani, che scenderanno a 3.230 milioni di euro (-1,2%), sia sulle importazioni che si attesteranno a 2.400 milioni (+2,1%). Il dato di export su produzione crescerà di un punto percentuale a 54,1%. Secondo l’elaborazione UCIMU sui dati ISTAT, nei primi otto mesi dell’anno (ultima rilevazione disponibile), i principali paesi di destinazione del made in Italy di settore sono risultati: Germania, 246 milioni di euro (+11,6%); Cina, 237 milioni di euro (+7,1%); Stati Uniti, 223 milioni di euro (+9,5%); Polonia, 143 milioni di euro (+49,8%) e Francia, 135 milioni di euro (-4,6%).

Le esportazioni reggono, il mercato domestico rallenta
Anche gli ultimi dati diffusi – e riferiti al quarto trimestre del 2018 – mostrano una sostanziale stabilità, su base annua, degli ordini di macchine utensili rispetto al 2017 (-0,8%). Limitatamente al confronto tra l’ultimo trimestre del 2017 e l’ultimo del 2018, sulla bilancia ci sono gli ordinativi esteri, che continuano a crescere (+2,4%) e gli ordini raccolti dai costruttori italiani sul mercato interno, che registrano un segno “meno” (-6,3%): un rallentamento che si inserisce comunque nel quadro positivo degli ultimi anni per quanto riguarda il consumo italiano di macchine utensili. Su base annua (confronto tra 2018 e 2017), gli ordini esteri sono cresciuti del 5,2%, mentre gli ordini interni hanno registrato un arretramento dell’11,5%. “I dati del quarto trimestre 2018 confermano la sensazione e le aspettative che già avevamo”, ha commentato il presidente di UCIMU, Massimo Carboniero. “L’anno appena concluso è stato decisamente positivo per i costruttori italiani che hanno ottenuto buoni riscontri sia in Italia che all’estero. Il segno meno relativo all’ultimo trimestre 2018 e all’intero anno deve essere analizzato con estrema cura: è indubbio che la raccolta ordini sul mercato domestico sia risultata più debole che nel 2017, e che quindi si rilevi un certo rallentamento”.
Guardando al futuro, Carboniero aggiunge: “Il positivo andamento degli ordini sui mercati oltreconfine è un’indicazione incoraggiante per i costruttori italiani, che hanno dimostrato di saper operare bene nonostante il contesto internazionale piuttosto complesso”.

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