Il futuro delle soluzioni per l’automazione industriale

di Emanuele Verì, Consigliere di ANIE Automazione

L’automazione è ormai l’elemento cardine tramite il quale trova espressione il progresso industriale in ogni settore, per garantire una sempre maggiore efficienza e assicurare l’implementazione di tutte le innovazioni tecnologiche in ambito produttivo. Abbiamo visto diventare sempre più intelligenti diversi componenti per l’automazione, in grado di offrire nuove funzionalità e di interpretare al meglio nuove necessità applicative, considerando sempre l’opportuno rapporto costo/beneficio. Tra questi vi sono senza dubbio gli azionamenti, inizialmente considerati banali muscoli di una macchina automatica insieme ai motori che vanno a controllare, ma che nel tempo hanno migliorato prestazioni dinamiche e integrato funzioni di motion control di più alto livello.
L’Industria 4.0 esprime la sua essenza nel momento in cui le apparecchiature di produzione possono avvalersi di istruzioni operative derivate dalle informazioni che prodotti intelligenti, come gli azionamenti e i sistemi di controllo, possono rendere disponibili alle logiche superiori. Negli ultimi anni il rafforzamento di tecnologie, come ad esempio il diffondersi dell’Ethernet industriale, ha consentito una comunicazione più aperta, migliorando e agevolando l’integrazione Machine-to-Machine (M2M), l’accessibilità dell’informazione e la diagnostica in remoto. Gli azionamenti sono spesso collegati a sensori determinanti per il controllo del processo, possono elaborare dati su rilevamenti di funzionamento e concorrere al monitoraggio e ottimizzazione del consumo energetico. La grande disponibilità di questi dati è alla base della flessibilità richiesta da Industria 4.0, capace di adattarsi alle diverse esigenze produttive in tempo reale e di rispondere dinamicamente ai nuovi ordini, garantendo processi manutentivi preventivi e un ridotto TCO (Total Cost of Ownership).
Quindi nei prossimi anni i fattori critici di successo delle soluzioni per l’automazione industriale saranno sicuramente legati non solo alla capacità di raccogliere i dati, ma anche alla capacità di convertirli in informazioni utili da strutturare per gestire l’interazione tra macchina, ambiente produttivo e vertice di controllo. Infine, l’intelligenza presente su dispositivi come gli azionamenti potrà essere sfruttata anche per immagazzinare ed elaborare considerevoli quantità di dati, rendendo quelli che erano dei semplici muscoli, delle piccole menti capaci di concorrere a prendere decisioni localizzate rivolte all’ottimizzazione dei processi.