2019: Andamento economico e sviluppo dell’ingranaggio e della trasmissione del moto

A cura di Cesare Cianci
Consiglio Direttivo / Assiot

 

Ancora in ribasso le stime per la crescita italiana. Secondo Standard&Poor’s le previsioni del governo (+ 1%) «sono ottimistiche» e «per l’Italia vediamo una crescita più lenta nel 2019, al ritmo dello 0,6%, con consumi stabili ma prospettive più basse, soprattutto rispetto agli altri paesi europei, per quanto riguarda gli investimenti».
Nel complesso la maggior parte delle imprese ha ormai compreso l’importanza dell’Industria 4.0 e ha avviato percorsi per valutare i fabbisogni e avvalersi degli incentivi per la formazione, mentre sono all’orizzonte piani e investimenti per portare le competenze 4.0 nel cuore della manifattura italiana.
Infatti negli ultimi due anni il mercato della digitalizzazione industriale è quasi raddoppiato, spinto da una politica industriale moderna e rafforzato dagli incentivi statali, mentre la consapevolezza di Industria 4.0 e la conoscenza delle nuove tecnologie sono ormai diffuse in quasi tutte le realtà produttive del Paese.
L’industria 4.0 italiana continua la sua corsa. Tra soluzioni IT, componenti tecnologiche abilitanti su asset produttivi tradizionali e servizi collegati, il mercato ha sfondato quota 2,5 miliardi di euro nel 2018, registrando una crescita del 30% rispetto all’anno precedente e un raddoppio nell’arco dell’ultimo triennio. La quota export si attesta sul 16% mentre si attesta ai massimi il livello di consapevolezza: solo il 2,5% delle imprese dichiara di non conoscere il tema (due anni fa era quasi il 40%).
Questo trend di crescita e investimento ha toccato tutti i settori e ha concesso alle aziende di investire nella ricerca e sviluppo per innovazioni tecnologiche come l’ingranaggio e il suo futuro nell’ottica delle auto elettriche, delle fonti di energia e della trasmissione del moto alternativa.
Ad oggi gli ingranaggi, e le trasmissioni per applicazioni automotive in particolare, hanno evidenziato che le ruote dentate non hanno ancora raggiunto l’apice del proprio sviluppo: pur trattandosi indubbiamente di un prodotto maturo, vi sono ancora significativi margini di miglioramento e sfide da raccogliere per gli ingranaggi del futuro. Requisiti sempre più stringenti in termini di peso, densità di potenza, NVH (Noise Vibration and Harshness) ed efficienza, stimolano i progettisti a esplorare nuove soluzioni e materiali o ad applicare agli ingranaggi di tutti i giorni ciò che fino ad oggi era riservato ai settori di punta e alle applicazioni speciali, come quelle aerospaziali. Gli ingranaggi del futuro, però, vanno anche costruiti: quello che i progettisti concepiscono deve essere realizzabile e l’integrazione tra progetto e tecnologia è sempre più evidente.
Anche l’efficienza economica dell’intero processo produttivo gioca un ruolo determinante: le lavorazioni tradizionali possono contare su macchine dedicate sempre più evolute e interconnesse tra loro, mentre le tecniche per formatura si propongono come alternativa attraente per i volumi di produzione elevati.
La parola a Francesco Romei, proprietario di O.T.I, che gli ingranaggi li produce, in terra toscana.

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