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A passi rapidi verso il futuro

Graziano Bugatti, Managing Director di Aignep. Graziano Bugatti, Managing Director di Aignep.

Nella moderna sede aziendale di Bione, nel bresciano, abbiamo incontrato il Managing Director di Aignep, Graziano Bugatti, che ci ha raccontato perché, oggi, non basta investire nello sviluppo dei prodotti per competere sul mercato globale. Senza perdere di vista la qualità, bisogna proporre servizi innovativi e aiutare i clienti a ottimizzare il più possibile i tempi.

di Fabrizio Dalle Nogare

Maggio 2017

Proprio lo scorso anno Aignep, fondata nel 1976 come azienda specializzata nella produzione di raccorderia, ha celebrato un traguardo importante, oltrepassando la boa del quarantesimo anno di attività. L’azienda, che fa parte del Gruppo Bugatti, è oggi un marchio davvero globale, capace di esportare raccordi, elettrovalvole e cilindri per il settore del Fluid Power in oltre 90 paesi nel mondo. Nella moderna, spaziosa e funzionale sede di Bione - in Val Sabbia, a nord di Brescia - siamo andati a trovare il Managing Director di Aignep, Graziano Bugatti, con cui abbiamo parlato di un’azienda che affronta il futuro con le idee chiare.

Che momento vive oggi la vostra azienda?
Il 2016 è stato un anno di crescita e di importanti investimenti per noi. Infatti, oltre a realizzare nuovi prodotti, stiamo anche investendo nelle linee di produzione e nei servizi. Aignep esporta oggi più del 70% del venduto, ma vediamo che anche il mercato interno è in crescita e questo è un ottimo segnale, anche per ragioni culturali e di orgoglio. Il 2017 sarà un anno di consolidamento: completeremo le linee di produzione che abbiamo già avviato, per esempio quelle delle elettrovalvole, un prodotto che abbiamo iniziato a realizzare da poco e sul quale puntiamo molto.
Un prodotto importante, quindi, che avete definito come il vostro ingresso nella meccatronica…
È una vera e propria scommessa per noi, che siamo tradizionalmente specializzati nella parte meccanica del prodotto. Abbiamo deciso di entrare nel mondo della meccatronica seguendo un processo evolutivo che riteniamo inevitabile: il mercato richiede oggi applicazioni più controllate e pulite a livello di cablaggi.
Attualmente le tipologie di linguaggio standard di comunicazione disponibili per le elettrovalvole della Serie 15V sono due (Profibus e 37 poli), mentre presto saranno aggiunti altri linguaggi di comunicazione (Ethernet/Ip, ProfiNet) che amplieranno le possibilità di utilizzo delle elettrovalvole.

Gli investimenti fatti riguardano anche i servizi, oltre che i prodotti. Di cosa si tratta?
Lo scorso settembre abbiamo presentato My Aignep, un e-tool che consente ai clienti di fare degli ordini, controllare gli ordini in corso o quelli passati, la documentazione o le fatture precedenti. È anche possibile fare delle quotazioni o delle ipotesi di ordine. Finora abbiamo avuto ottimi riscontri da parte dei nostri clienti, che apprezzano soprattutto la possibilità di vedere in tempo reale la disponibilità del nostro magazzino, accorciando quindi i tempi di attesa.
Abbiamo anche un’app, Aignep Scan, che permette di gestire il magazzino e inviare ordini semplicemente scansionando i codici QR o a barre direttamente dalle confezioni dei nostri prodotti o da etichette prestampate.
Aignep ha sempre creduto nel servizio, oltre che nella disponibilità dei prodotti a magazzino, forse in controtendenza rispetto a quanto succede oggi. Già da diversi anni stiamo acquistando magazzini automatici per essere il più possibile celeri nella consegna e ottimizzare i tempi.

Aignep è, a tutti gli effetti, un’azienda globale. Il fatto di essere riconosciuti come produttori italiani è ancora un valore sul mercato internazionale?
Io sono convinto di sì. Nel nostro settore il prodotto rimane importante e il made in Italy ha un valore molto forte. Qualità e servizio sono i principali strumenti che abbiamo per competere con le nazioni emergenti: non possiamo competere sul prezzo perché abbiamo inevitabilmente un costo di produzione più elevato.
La scelta di mantenere la produzione interamente in Italia è cruciale a livello sia di immagine che di subfornitura: abbiamo la fortuna di essere in una zona in cui anche le lavorazioni che non possiamo fare internamente - come per esempio i trattamenti superficiali - possono essere fatte da aziende specializzate nel nostro territorio.

Proprio lo scorso anno avete aperto due filiali all’estero. È questa la strada che state seguendo per essere presenti nei mercati esteri per voi più importanti?
È così. In Italia abbiamo una buona rete di distributori, ma pensiamo sia importante avere delle filiali nei mercati chiave. Negli Stati Uniti abbiamo di recente rafforzato la filiale e, seppur molto limitata, abbiamo anche una piccola unità produttiva. In Francia - un mercato che consideriamo importante - abbiamo deciso di avere una struttura con nostro personale tecnico-commerciale.
Dall’inizio di questo mese è, inoltre, operativa la nuova filiale sudamericana in Colombia, con una sede principale a Bogotà e un’altra a Medellin. Un presidio che ci permette di crescere in un mercato che già servivamo ma che ora ha sicuramente delle grosse potenzialità di crescita.

Come vede il prossimo futuro nell’ambito del Fluid Power? Prevede cambiamenti importanti nella composizione del mercato e nella suddivisione delle quote di mercato tra i vari attori coinvolti?
È difficile prevedere quello che può succedere sui mercati a livello politico, ma penso che il settore abbia margini di crescita importanti e che le tipologie di prodotti siano cruciali nell’industria di oggi. I nostri prodotti, insomma, non diventano obsoleti perché possono essere utilizzati nelle macchine con livelli sempre più alti di automazione e controllo del processo.
Certamente, chi rimane indietro nell’innovazione o nello sviluppo di soluzioni meccatroniche rischia di perdere posizioni importanti sul mercato.

Ultima modifica ilMercoledì, 24 Maggio 2017 14:37

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